Cosa sono PFAS, microplastiche e metalli pesanti nell’acqua.
Apri il rubinetto, riempi un bicchiere e bevi. Un gesto semplice, quotidiano, che facciamo senza pensarci troppo. Ma ti sei mai chiesto cosa c’è nell’acqua che bevi ogni giorno? Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di PFAS, microplastiche e metalli pesanti nell’acqua potabile. Ma cosa sono davvero queste sostanze? Sono pericolose? E soprattutto: possono essere presenti anche nell’acqua del rubinetto di casa? Facciamo chiarezza, in modo semplice e concreto. La direttiva europea sulle acque potabili (UE 2020/2184) ha introdotto il monitoraggio di PFAS e microplastiche come contaminanti emergenti da valutare nelle reti idriche, sottolineando l’attenzione crescente delle istituzioni verso questi inquinanti. In Italia l’acqua è potabile per legge e sottoposta a controlli rigorosi. Tuttavia, questo non significa che l’acqua sia identica in tutte le case, sia ottimale per tutti, sia priva al 100% di ogni contaminante emergente. Per questi motivi, si può intervenire direttamente nel punto di utilizzo, adottando un dispositivo filtrante domestico per ottenere un livello aggiuntivo di trattamento, utile per migliorare la qualità dell’acqua in base alle esigenze specifiche della famiglia, ridurre alcune sostanze indesiderate e rendere l’acqua più gradevole per il consumo quotidiano.
PFAS: cosa sono e perché se ne parla tanto
I PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono composti chimici utilizzati dall’industria per rendere materiali impermeabili, antiaderenti e resistenti. Si trovano, ad esempio, in pentole antiaderenti, tessuti tecnici, imballaggi alimentari, schiume antincendio. I PFAS sono estremamente persistenti: non si degradano facilmente e possono infiltrarsi nel suolo e nelle falde acquifere, arrivando anche all’acqua potabile. Secondo l’indagine “Acque Senza Veleni”1 condotta in tutte le regioni italiane, PFAS come PFOA e PFOS sono stati rilevati in una vasta parte dei campioni di acqua potabile analizzati, confermando la presenza diffusa di questi contaminanti negli acquedotti del nostro Paese. Studi scientifici2 hanno evidenziato che l’esposizione prolungata a specifici PFAS può interferire con il sistema endocrino, alterare la funzione immunitaria e contribuire a una serie di altri potenziali effetti sulla salute. Per questo oggi sono considerati “inquinanti eterni” e vengono sempre più monitorati.
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Microplastiche: cosa sono e come arrivano nell’acqua
Le microplastiche, invece, sono frammenti di plastica più piccoli di 5 millimetri, spesso invisibili a occhio nudo. Possono provenire da bottiglie e imballaggi, tessuti sintetici, pneumatici, degrado della plastica dispersa nell’ambiente. Organismi come l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) hanno elaborato documenti tecnici sulle microplastiche nell’acqua potabile, evidenziando la presenza di queste particelle tanto nell’acqua in bottiglia quanto in quella del rubinetto e possono superare facilmente la barriera intestinale, rendendo necessarie ulteriori ricerche sul loro impatto sulla salute umana3. Inoltre, il problema non è solo la plastica in sé, ma le sostanze chimiche e i batteri che queste particelle possono trasportare.
Metalli pesanti nell’acqua: quali sono e da dove arrivano
I metalli pesanti più comuni nell’acqua sono piombo, nichel, rame, arsenico, mercurio. Spesso non dipendono dalla fonte dell’acqua, ma da tubature vecchie, impianti domestici usurati o contaminazione del suolo. Anche se presenti in quantità minime, alcuni metalli possono accumularsi nel tempo.
È possibile ridurre PFAS, microplastiche e metalli pesanti?
Sì. I moderni sistemi di filtrazione domestica possono aiutare a migliorare la qualità dell’acqua, ridurre molte sostanze indesiderate, rendere l’acqua più gradevole da bere e usare in cucina. La scelta del sistema giusto dipende dalla qualità dell’acqua di partenza e dalle esigenze della famiglia. PFAS, microplastiche e metalli pesanti sono contaminanti invisibili, ma reali. Informarsi è il primo passo per bere acqua con maggiore consapevolezza, proteggere la salute nel lungo periodo e anche fare scelte più sostenibili.
1 Ungherese G., www.greenpeace.org/italy/storia/26119/pfas-analisi-acqua-potabile-in-tutte-le-regioni-d-italia consultato l'8 gennaio 2026
2 Fenton, S. E., Ducatman, A., Boobis, A., DeWitt, J. C., Lau, C., Ng, C., Smith, J. S., & Roberts, S. M. (2021). Per- and Polyfluoroalkyl Substance Toxicity and Human Health Review: Current State of Knowledge and Strategies for Informing Future Research. Environmental toxicology and chemistry, 40(3), 606–630.
3 Chadwick L., euronews.com/salute/2025/01/18/scienziati-rilevano-un-alto-dosaggio-di-microplastiche-nellacqua-potabile-europea consultato l'8gennaio 2026